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Autore Topic: Pia Dei Tolomei  (Letto 6485 volte)

pia

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Pia Dei Tolomei
« il: 16 Aprile 2009, 21:12:50 »






Dante quando si trova alle pendici della montagna del Purgatorio incontra le anime di quelli che furono per forza morti e peccatori infino a l’ultim’ora (vv. 52-53), cioè di coloro che sono morti di morte violenta e si sono pentiti dei loro peccati solo in punto di morte senza avere, quindi, la possibilità di espiarli in vita.
Queste anime dovranno rimanere nel Purgatorio per tanti anni quanti sono stati gli anni della loro esistenza terrena, dopo di che potranno accedere al Paradiso Terrestre.
Fra di loro Dante incontra tre personaggi, con cui si ferma a parlare: Iacopo del Cassero (nobiluomo di Fano e politico), Buonconte da Montefeltro (valoroso soldato nella famosa battaglia di Campaldino fra guelfi fiorentini e ghibellini aretini, 1289) e Pia dei Tolomei. La figura di questa donna, la cui vicenda terrena non può che suscitare pena e commozione, è appena accennata nelle brevi e gentili parole di lei:


" ‘Deh, quando tu sarai tornato al mondo  e riposato de la lunga via’  seguitò il terzo spirito al secondo, ‘ricorditi di me che son la Pia.
Siena mi fe’ disfecemi Maremma:  salsi colui che inanellata pria,
disposando, m’avea con la sua gemma."

(Purgatorio, Canto V, vv. 130-136)



  La vicenda della Pia, ricordata anche dall’Aretino, è intrisa di verità e leggenda: questa nobildonna senese aveva (secondo alcuni) sposato in prime nozze Baldo de’ Tolomei, da cui aveva avuto due figli, Andrea e Balduccio. Rimasta vedova nel 1290, Pia si risposa con Nello dei Pannocchieschi, il quale, però, forse perché invaghito di un’altra donna (Margherita degli Aldobrandeschi), forse per punire un presunto tradimento di Pia, la fa rinchiudere nel Castello della Pietra, nella Maremma toscana, dove poi Pia sarà uccisa per volere del marito nel 1295. Alcune versioni della storia descrivono la Pia come una vittima innocente, altre raccontano invece un effettivo adulterio da lei commesso (a cui comunque Dante non fa cenno esplicitamente). In ogni caso, questa figura ha un potere suggestivo molto grande, soprattutto nei luoghi dove la sua terribile e romantica vicenda si svolse; ancora oggi hanno molto successo le rappresentazioni teatrali ispirate alla storia di Pia de’ Tolomei, come quella realizzata dal Comune di Castellina in Chianti (Siena) nell’estate del 2000.

            Lungo la strada vecchia che da Siena porta in Maremma, c’è il ponte della Pia, un vecchio e stretto ponticello in pietra che si dice portasse al castello dove la donna morì; non si può passare di là senza voltarsi e pensare al dramma di questa nobildonna senese, che Dante ricorda con tratti così soavi.
« Ultima modifica: 16 Aprile 2009, 21:21:25 da pia »
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ricorditi di me che son la Pia. Siena mi fe’ disfecemi Maremma:
salsi colui che inanellata pria, disposando, m’avea con la sua gemma.

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Pia Dei Tolomei
« Risposta #1 il: 16 Aprile 2009, 21:23:02 »

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Pia Dei Tolomei
« Risposta #2 il: 16 Aprile 2009, 21:23:45 »

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Pia Dei Tolomei
« Risposta #3 il: 16 Aprile 2009, 21:28:46 »



Il Ponte della Pia (XIIIsecolo) permetteva l’attraversamento del torrente Rosia a coloro che da Siena si recavano in Maremma seguendo la strada Massetana.Sembra che Pia dei Tolomei, cittadina senese ricordata da Dante nel Purgatorio, vi sia passata per arrivare nei possedimenti del marito in Maremma, dove trovò la morte .
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ricorditi di me che son la Pia. Siena mi fe’ disfecemi Maremma:
salsi colui che inanellata pria, disposando, m’avea con la sua gemma.
 

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