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Autore Topic: Una Storia Tira L'altra  (Letto 5810 volte)

ramingo

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Una Storia Tira L'altra
« il: 21 Maggio 2007, 18:23:49 »

salve amici-ci!
dopo un'allegra chiacchierata con max e dark, ho voluto dare inizio ad un nuovo entusiasmante (?) gioco fra noi magici e numerosi (?) utenti del forum...
...
(rovi rotolanti nel deserto)
(un ululato lontano)
(un avvoltoio nel cielo)
...
dicevo, un entusiasmante gioco letterario (!)

allora il principio è semplice:
partendo dalle poche righe che trovate in allegato alla presente, potete dare una svolta alla storia che in esse ha trovato inizio.
 in che modo? scrivendo altre poche righe (max 15) in cui farete succedere qualcosa a gusto vostro... poi spetterà al successivo utente continuare.

...
(cri cri di grilli)
...
il bello sarà vedere che piega prenderà la nostra Storia Infinita!
allora via!
« Ultima modifica: 21 Maggio 2007, 18:28:41 da ramingo »
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ramingo

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Una Storia Tira L'altra
« Risposta #1 il: 21 Maggio 2007, 18:24:35 »

L’acqua sotto lo scafo è trasparente. (Si possono intravedere i sassi sul fondo).
Il lento movimento della barca ne fa appena increspare la superficie quando la prua ne taglia l’apparente immobile consistenza vetrosa. Dietro la navicella rimangono piccoli mulinelli creati dai remi che però si dissolvono placidi, diventando sempre più lontani e bassi, contribuendo ad alimentare l’illusione dell’immobilità del luogo e del tempo. (Piccole ferite subito rimarginate).
Flessuose onde accompagnano il silenzioso incedere delle due figure sulla liscia superficie del mare. Onde gentili che sembrano chiedere ed ottenere per il natante il permesso di avanzare il quel mondo rarefatto. (La Natura imperante sembra ignorare tutto ciò).
L’Isola è ormai vicina.
I due leoni, svettanti sulle colonne che delimitano l’approdo, sono gli unici segni evidenti che l’uomo ha avuto interesse a conquistare l’Isola. Ma i tralci lussureggianti che ne avviluppano le basi, il verde muschio che ne ricopre il lato rivolto verso l’entroterra, suggeriscono che la Natura ha avuto la meglio sulle ragioni dei suoi transitori invasori. (Ha dalla sua parte un tempo più lungo anche se anch’esso limitato).
Un lungo mantello bianco ricopre la figura che, in piedi, sta a prua. Un cappuccio ne nasconde il viso. L’altra figura rema. Non sembra essere che un semplice traghettatore. Però le sue movenze sono misurate e bene si accordano all’aria solenne che avvolge la traversata. Tra i due qualcosa coperto da un telo. Sembra una cassa. (Nubi lontane sovrastano la scena. Immobili).
« Ultima modifica: 06 Giugno 2007, 18:54:50 da ramingo »
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dark_lady

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Una Storia Tira L'altra
« Risposta #2 il: 25 Maggio 2007, 14:17:17 »


Il telo è nero con degli strani segni rossi sopra che circondano un misterioso simbolo posto al centro. Il cielo diventa piano piano sempre più scuro. Le nuvole assumono un aspetto tenevroso. L'altro uomo, fermo ad osservare il mare, si gira cosicchè io ne posso guardare il viso. Ha la pella scura, una benda nera che gli copre l'occhio destro e un'enorme cicatrice sulla guancia. Ha in mano un bastone che usa per appoggiarsi. un aspetto orrendo e trasandato.
All'improvviso si alza un vento fortissimo, ma non fu un problema in quanto la nave approdò giusto in tempo sull'isola. L'isola sembra deserta. I due uomini scesero a terra e dopo aver dato un'occhiata veloce all'isola, forse per assicurasi di essere soli, risalirono sulla nave e portarono la misteriosa cassa sulla terraferma.
Si fermarono ad osservarla per un attimo e borbottarono qualcosa in una strana lingua. Tolsero l'enorme telo dalla cassa e si sentì un rumore strano provenire da questa. Il cielo era diventato sempre più scuro. All'improvviso la cassa si aprì e apparve una strana figura.....


 :D  :D  :D  :D  :D  
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sprite87

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« Risposta #3 il: 27 Maggio 2007, 14:22:14 »

tutto lascerebbe pensare che si tratti di una figura molto simile per aspetto ai due uomini che fino ad ora lo avevano accompagnato in questo misterioso viaggio del quale ancora poco, se non nulla, si conosce....ma non è così.
L'alba è vicina e il sole che si appresta a sorgere inizia a svelare tutto ciò che la notte con le sue ombre aveva oscurato e reso ancora più misterioso. A questo punto è più semplice osservare l'isola in cui ci si trova, il mare che aveva ospitato il viaggio, gli uomini protagonisti di questa avventura.
E' incredibile come la luce possa stravolgere così tanto tutto quello che era stato fin ora, tutto appare in modo diverso, più tranquillo, meno miasterioso, meno pauroso. Lo stesso può dirsi dei due uomini approdati su questa isola,avvolti pur sempre dal mistero, e di quella che era stata definita una "strana figura". Si tratta di un ragazzo al quale senza dubbio la sua giovane età dona un aspetto più umile e indifeso rispetto a quello che era appartenuto fino ad ora agli altri due.
Ma perchè si trova insieme a loro, con i quali sembra non avere niente in comune, e perchè proprio questa isola avvolta da una serena aria di pace ma ricopertà in questo contesto da tanto mistero?...
« Ultima modifica: 27 Maggio 2007, 14:24:09 da sprite87 »
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ramingo

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« Risposta #4 il: 28 Maggio 2007, 18:24:18 »

I due uomini non sembrano avere buone intenzioni. Il fondo della barca nascondeva una pala con cui il barcaiolo comincia a scavare una fossa al limitare della boscaglia che come un muro insormontabile arriva fino alla spiaggia. Il suo compagno invece copre con il telo segnato dal simbolo arcano un altare di pietra che è posto difronte all'unica sinistra apertura che lacera la liscia parete di roccia bianca che imponente si erge nella parte orientale della spiaggia. Quindi, fatto cadere il mantello, dando le spalle al mare, comincia ad officiare un rito. Il ragazzo è stato accompagnato nella parte occidentale della spiaggia, davanti alla parete rocciosa rossastra, che con i suoi occhi scuri sembra minacciarlo. Il ragazzo è tranquillo. Rimane fermo fissando la candida sabbia che, piano piano, si scalda al sole. Ad un tratto sorride e un lampo malvaggio gli illumina lo sguardo. Per i due uomini non ci sarà scampo. Fra la sabbia ha visto una conchiglia. La prende fra le mani e vi soffia dentro con tutta la forza che ha. Il suono proibito si diffonde cupo e possente. I corpi dei due uomini si sbriciolano come statue di sale.

« Ultima modifica: 04 Giugno 2007, 17:51:14 da ramingo »
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Massimiliano

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« Risposta #5 il: 05 Giugno 2007, 18:14:12 »

IL cielo iniziava ad oscurarsi, e mentre una strana nebbia rossa proveniente da dietro la parete rocciosa sembrava avvolgere l'isola, sentivo un brivido freddo percorrermi la schiena ...

Mi girai e vidi in lontananza le nuvole aggregarsi e diventare sempre più grandi e scure, mi voltai verso l'isola, il ragazzo mi fissava con quegli occhi rossastri, quasi ipnotici ed improvvisamente sentii la barca muoversi ed avvicinarsi sempre più all'isola.

Presi i remi, provai a remare per allontanarmi ma non ci riuscii... più tentavo di uscire da quella situazione e più la mia barca si muoveva in direzione dell'isola.

Inutile continuare a remare...

Mi lasciai guidare da quella strana corrente del tutto innaturale, e piano piano, non so se per la paura o per altro, mi sembrava che man mano mi avvicinassi all'isola e più la temperatura  aumentava...

Arrivai sulla spiaggia.

La barca si arenò nella sabbia e scesi.

Appena fui sulla spiaggia, vidi la barca sbriciolarsi e quel ragazzo con quel ghigno sul viso avvicinarsi sempre più.

Ad un certo punto...

BOOOOOMMMMM!

Sentii un botto!

La cassa, mossa dal vento si capovolse, e sul fondo della stessa si intravide un'altro strano simbolo.

Mi voltai... il ragazzo non sembrava più ghignare, anzi... pareva avesse paura...
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ramingo

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« Risposta #6 il: 06 Giugno 2007, 19:16:09 »

Certo non avrei scelto di trascorrere la giornata sull'isola dei morti se avessi saputo che tutto ciò che si racconta sugli strani riti che la gente di Tark vi compie non è legenda ma verità. Rimpiango di aver dato retta al mio orgoglio quando Ruanna mi ha sfidato chiamandomi codardo... stupida ragazzina! Riesce a mettermi nei guai senza che me ne accorga. Sono scosso e arrabbiato. Ma non ho paura. Non ne voglio avere: non sono un codardo.
Una cosa non riesco a capire: perchè non mi sono dissolto come quei due loschi uomini?
E poi perchè il ragazzo è rimasto impietrito alla vista del nuovo simbolo?
Non ho ancora fatto un passo che il mio sguardo si posa su un leggero formicolio che piano piano sta avvicinandosi al ragazzo. Sembra il brullicare di tante formiche sulla sabbia... ma l'intelligenza sembra guidarne il movimento.
Il tremolio assume un colore. Il rosso. Il tremolio assume consistenza. Di fluido.
Il fluido rosso assume una forma. Di serpente piumato. Lo stesso serpente che è stato marchiato sul fondo della cassa. Il ragazzo è ben presto stretto fra le sue spire.
« Ultima modifica: 06 Giugno 2007, 19:18:05 da ramingo »
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« Risposta #7 il: 06 Giugno 2007, 19:24:03 »

La visione che segue è orrenda.
Il serpente si erge gigantesco sul povero ragazzo e lo ingoia come fosse un topo.
Il suo manto diventa multicolore e una forte luce lo avvolge. Io non mi muovo ma lui si accorge di me. Si gira e dalla sua bocca fiammeggiante parole mai pronunciate arrivano alle mie orecchie: " Sono Quetzalcoatl, l'Immortale dotato della conoscenza di tutte le cose. Agli albori della tua civiltà discesi dal cielo, radunai le genti e insegnai loro l'astronomia, la magia, le scienze naturali, l'architettura sacra, la dottrina religiosa e la scrittura. Dopo di che ascesi nuovamente in cielo promettendovi che alla fine del vostro tempo Io sarei ritornato per salvarvi."
 
« Ultima modifica: 06 Giugno 2007, 19:37:06 da ramingo »
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« Risposta #8 il: 09 Giugno 2007, 18:41:09 »

Io, pietrificato dalla paura ma al tempo stesso quasi rassicurato dalle sue parole, feci un grosso respiro e gli dissi:
"Salvarci da cosa?? E perchè la fine del nostro tempo??"

Ed egli rispose:"Ci sono cose che gli uomini non sanno, altre che non possono sapere, altre che anche se sapessero non capirebbero ed altre ancora che anche se capissero non devono sapere".

A quel punto io sempre più curioso mi feci avanti ed esclamai:"No eh! Non ci provare! Ho visto due uomini e due barche sbriciolarsi, correnti convergenti alle coste, ragazzini indemoniati mangiati da serpentoni sbucati dal nulla; devi ammettere che ormai sono sulla buona strada per sapere quello che vorresti non farmi sapere, quindi pochi misteri e quindi o mi dici tu quello che sta succedendo oppure comunque lo capirò da solo".

Mi guardò... restò in silenzio per qualche minuto.

Io allora riincarai la dose:"Allora?..."

Ed egli:"L'universo come voi lo immaginate non è propriamente infinito, ma circoscritto in una ellisse compresa tra due punti chiamati WER e SIN. Non è vero che l'universo è sempre esistito, anzi, come tutto, anche lui ha un ciclo di vita trascorso il quale implode su se stesso per poi dar vita ad un nuovo universo. Generalmente questo succede ogni 69 tetrasets."



io: "Aspetta aspetta! che sono sti tetarqest?"

egli:"TETRASETS; un tetrasets è un periodo di tempo che nemmeno le menti di tutta l'umanità messe assieme potrebbero anche solo immaginare... è assimilabile a quello che per voi è l'infinito"

io:"Ah ok... ma cosa centra tutto ciò con sta storia?"

egli:"WER e SIN non sono due punti fermi ma si muovono in modo molto aleatorio, questo provoca degli squilibri all'interno degli universi che influiscono sulla vita degli stessi. Non esiste il Bene o Il male come voi spesso pensate, sono semplicemente dei disequilibri tra questi due punti ad influire sulla vita."

io:"interessante ti ascolto, vai avanti..."







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P.s.:Ramì ma che cazz di nome gli hai dato??? :lol:  :lol:  :lol:
« Ultima modifica: 15 Giugno 2007, 23:03:42 da ramingo »
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Vince

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« Risposta #9 il: 09 Giugno 2007, 22:47:22 »

Raga se lo pubblikiamo battiamo quell infame di Harry Potter !  :lol:  
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...lo chiamano Wolverine...non metterti mai fra lui e la sua preda...

ramingo

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« Risposta #10 il: 09 Giugno 2007, 23:42:20 »

Il serpente alato ha ragione: ci sono cose che la mente umana non può capire.
Ma di sicuro, un figlio della terra, posto di fronte al mondo intangibile, riesce a trovare risorse nascoste e potentissime: lo spirito di sopravvivenza è innato. Ciò che non lo uccide lo fortifica.
Ebbene nella testa di Hoff le parole del serpente rimbalzano rumorose. Il poverino avverte un senso di nausea e vertigine. Finalmente un pensiero prende forma nella sua confusa mente: il bene e il male sono solo concetti relativi. Allora basta spostare il punto di vista da cui si guarda alla realtà per rendere questo bestione inoffensivo. Anche lui è imbrigliato nell’ellissi compresa fra le attuali posizioni di wer e sin. Anche lui è sottoposto alle regole del tempo, finito o infinito. Anche lui è figlio del caso. L’unica differenza è la conoscenza che sembra aver acquisito grazie alla capacità di spostarsi da un mondo parallelo all’altro.  
« Ultima modifica: 11 Giugno 2007, 18:10:07 da ramingo »
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« Risposta #11 il: 16 Giugno 2007, 00:47:37 »

Hoff si estranea dalla visione che gli crea malessere fisico. Il suo sguardo si posa sulla cima dei secolari cipressi che svettano sulla testa del serpente. Il rumore della risacca conquista il suo udito impedendogli di sentire il sillabato sibilare del dio serpente.
Il tempo si dilata.
Il suo cuore smette di battere all’impazzata. Il suo respiro rallenta sensibilmente.
Hoff chiude gli occhi.
Ed è allora che l’immagine del serpente, tanto paurosa ai suoi occhi, assume un’altra valenza analizzata dalla sua nuova capacità percettiva.
Solitudine e stanchezza legge nel suo interlocutore. La sua maschera fatta di luce e colore nasconde un’essenza triste e consunta. Il continuo difendersi dall’evoluzione delle altre forme di vita hanno logorato la sua antica forza vitale. La paura di non potere mantenere il predominio sui figli della terra, con i quali aveva voluto condividere la conoscenza del mondo finito, errore di un giorno di sconforto, lo spinge da tempi infiniti ad una lotta impari. Lui è immortale, ma gli uomini possono sopravvivergli: hanno imparato a tramandarsi la conoscenza e tra poche generazioni sapranno modificare la materia che li circonda. Gli allievi supereranno il maestro: già gli uomini di Tark mostrano grandi capacità; alcuni nuovi virgulti riescono a modulare i suoni e ad ottenere il suono proibito. Hoff si sente molto triste. Il senso di qualcosa perduto per sempre gli gela il sangue. Fratellanza gli suggerisce la mente che piano piano sta ritornando alla realtà, mentre il dio serpente, dimentico del suo glorioso passato, piangente china la testa per accogliere il tocco del palmo della mano de figlio della terra.
Hoff  con grande sforzo apre gli occhi, ma non riesce a capire subito dove si trova. Ruanna entra nella stanza e festosa gli dice: “Finalmente tra noi!”.
Sogno o realtà?
« Ultima modifica: 05 Luglio 2007, 16:38:06 da ramingo »
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