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Autore Topic: Ferrari, il regno rosso è finito  (Letto 390 volte)

Salvatore

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Ferrari, il regno rosso è finito
« inserita:: 11 Luglio 2005, 18:02:59 »
Mentre Fernando Alonso è lanciato verso il primo titolo mondiale in carriera, in casa Ferrari bisogna registrare l'ennesima debacle di una stagione deludente. Anche a Silverstone Schumi e Barrichello non hanno mai lottato per il successo, rischiando addirittura il doppiaggio. "Non siamo competitivi" è l'amaro commento di Rubinho, mentre Jean Todt non sa più che pesci pigliare: "Non capiamo perché i tempi peggiorino".

Delusione e frustazione. Sono questi i sentimenti che emergono nella scuderia di Maranello dopo l'ennesimo week-end sottotono. E' vero che nell'ultimo quinquennio Schumi e soci avevano abituato sin troppo bene i propri sostenitori, conquistando 5 titoli piloti e 6 costruttori consecutivi, ma una stagione negativa era difficilmente immaginabile anche da parte dei più pessimisti. Non solo Renault e McLaren hanno una marcia in più, ma all'interno dello stesso team regna una "confusione" che non permette di capire i reali motivi della mancanza di competitività. A Silverstone, inoltre, c'è stato un preoccupante passo indietro anche nelle qualifiche, che ha costretto sin dalle prime battute Schumi a rincorrere i rivali. Senza contare il fatto che la strategia delle tre soste scelta per Barrichello si è rivelata un clamoroso autogol.

Il dg Jean Todt non nasconde la sua amarezza. "Abbiamo ripetuto - ha detto lasciando il circuito di Silverstone - la gara di una settimana prima. Avremmo potuto fare un po' meglio del sesto e settimo posto finale, avremmo potuto arrivare quinti. Ma non potevamo pretendere di più perché c'è stato di nuovo il problema della mancanza di grip che ci ha impedito di ripetere i tempi buoni del venerdì. Giravamo sull'1'21"00, in gara il miglior tempo di Schumacher è stato 1'21"'675. E' lo stesso problema di Magny Cours. Come allora, dico che con gli amici della Bridgestone dobbiamo vedere cosa si può fare. Non capiamo tutto. Non capiamo perché i tempi peggiorino. Forse il clima influisce, ma non sappiamo se è davvero così. So solo che la domenica siamo più vulnerabili".

Tra i responsabili anche la Bridgestone, anche se il problema non sono solo le gomme. "E' un insieme - ha spiegato Todt - Manca efficienza aerodinamica, manca la mescola adatta per aderire all'asfalto. Con la Bridgestone studieremo le soluzioni. Lavorare pressochè in esclusiva con loro si dice sia un vantaggio, a volte non lo è. La Michelin lavora con più team ed è più facile così individuare la soluzione dei problemi. Quando va male a noi, è più complicato perché ci stanno davanti più macchine. Quando va meglio si è visto che stiamo sempre davanti".

 
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